"Il mare è tranquillo, la visibilità perfetta: viaggia piano, la motovedetta cinese degli anni cinquanta, con le sue centoventi persone a bordo. Non sono trafficanti, né prostitute o spacciatori. Sono famiglie.
Giovani padri con mogli e figli.
Sedicenni e diciottenni che vogliono raggiungere i fratelli maggiori che sono in Italia dal '91.
Mogli che vogliono ricongiungersi con i mariti.
Una ragazza malata di cuore viaggia con la sorella più piccola: a Lecce le aspettano due fratelli.
Sulla Kater c'è
un insegnante di ginnastica,
un imprenditore,
un ritrattista,
dei manovali,
un minatore,
un laureato in economia agraria,
un ingegnere,
un sarto,
un veterinario
e molti disoccupati.
Sulla Kater c'è anche una giovane donna incinta.
Sono uomini e donne che pensano di aver diritto di ricominciare altrove: sono profughi. «Il profugo per il diritto internazionale è una persona in fuga che cerca di salvarsi da circostanze politiche o da circostanze personali che non trova più tollerabili e che sono la causa di una fondata ansia di persecuzione e di non poter contare più sulla protezione del suo paese dove aveva precedentemente residenza».
No, dicono in Italia: non sono profughi, questi sono clandestini, e come dichiara ufficialmente il sottosegretario Sinisi, «non ci sono le premesse per l'asilo politico».
(Da Kater I Rades, via crucis per un venerdì santo, primo movimento di Francesco Niccolini).
